Intorno ai 3 anni, quando il bambino comincia a intessere le prime relazioni con i coetanei, "fa comparire" al suo fianco il famoso "amico immaginario", un compagno di giochi e un confidente, con cui egli parla e si rapporta proprio come se esistesse davvero.

L'evento però non deve preoccupare noi genitori; non denota infatti un'incapacità patologica di distinguere tra realtà e fantasia. 

Il bambino sa perfettamente che l'amico non esiste in carne ed ossa, ma gli "serve" psicologicamente. Proietta in lui una parte di sè, e si avvale della sua presenza per tenersi compagnia, giocare, parlare e ricevere conforto nei momenti di crisi o di paura. 

Insomma un invisibile simpatico alleato, da chiamare quando si è soli o in difficoltà. 

Una sola accortezza però, osservate solo se l'amico immaginario sottrae il bambino ai rapporti sociali reali o se il fenomeno persiste oltre i 9 anni, in questo caso suggerisco di farsi aiutare per individuare i problemi che potrebbero essere alla base del comportamento.

 

Se hai domande o dubbi sulla crescita del tuo bambino, puoi prenotare una consulenza, ti accompagnerò a comprendere il senso dei suoi comportamenti.